Cristina Lee

coreana, attualmente lavora al Centro per il dialogo interreligioso dei Focolari

Il Movimento è arrivato in Asia negli anni ’60. L’ho conosciuto nel ‘67 a Seul. Ero affascinata da quella storia iniziata a Trento, ancora di più quando ho provato a vivere il vangelo. Era come se tutta la mia vita fosse invasa da una luce nuova e forte. Vengo da una famiglia che aveva accolto il cristianesimo, però devo anche dire che la nostra è una cultura profondamente radicata nel buddismo e nel confucianesimo.

LAsia è culla delle grandi religioni ed il Movimento, nel suo diffondersi, è venuto via via in contatto con queste fedi. Il conferimento del Premio Templeton per il progresso della religione, nel ‘77, a Londra, a Chiara Lubich, credo sia stato in tal senso una tappa storica…

Dopo il suo discorso fatto davanti a rappresentanti delle grandi religioni - buddisti, musulmani, ebrei, sikhs, induisti - Chiara ha avuto la forte impressione che tutti i presenti fossero una cosa sola, anche se di fedi diverse, ed ha intuito che questa circostanza segnava per il Movimento una nuova svolta: dedicarsi al dialogo con i fedeli delle altre religioni.

In quel periodo mi trovavo in Giappone. Subito dopo il Premio Templeton, abbiamo conosciuto a Tokyo un movimento buddista giapponese - la Rissho Kosei-kai - che conta sei milioni di membri. Dopo due anni, Chiara ha incontrato a Roma Nikkyo Niwano, il fondatore di questo movimento; e nell’81 è stata per la prima volta a Tokyo per donare la sua esperienza cristiana a 12 mila buddisti. 
Il rapporto con i membri della Rissho Kosei-kai va avanti sempre più profondo, da veri fratelli e sorelle.

Un altro incontro indimenticabile è stato con il ven. Etai Yamada, monaco anziano che rappresentava il mondo buddista giapponese e ci ha lasciato all’età di 99 anni.
Anche in Tailandia siamo venuti in contatto con monaci buddisti particolarmente significativi. Due di loro, venuti in Italia nella nostra cittadella di Loppiano vicino a Firenze, sono rimasti profondamente toccati dall’unità e dall’amore reciproco fra tutti. Ora intorno a questi monaci sta crescendo un gruppo di buddisti che fanno propria, come possono, la nostra spiritualità e la vivono.

Altri fronti a cui Chiara ed il movimento hanno dedicato le loro forze sono quelli del dialogo con i fratelli ebrei e con il mondo musulmano.  Ci sarebbero molte cose da raccontare. Inoltre, Chiara è stata all’inizio del 2001 (e poi nel 2002) in India, dove ha aperto fruttuosi dialoghi con esponenti indù, dal futuro promettente.
La Chiesa apprezza molto questo nostro dialogo con le grandi religioni, perché cerchiamo anzitutto di comunicare la nostra esperienza di vita cristiana e, attraverso di essa, le verità della nostra fede; e perché c’è un sincero apprezzamento per quei “semi del Verbo”, cioè quei semi di Verità che sono sparsi abbondantemente in tutte queste religioni. 

     

Il movimento dei focolari è arrivato in Asia negli anni ‘60, cominciando dalle Filippine, poi la Corea, Hong Kong, Giappone, Pakistan, Thailandia, ecc
Oltre 30.000 sono i musulmani, buddisti, indù, sikhs e fedeli di altre religioni in contatto con il Movimento. Collaborano ai suoi scopi e vivono - per quanto loro possibile - la spiritualità.

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