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Trento 1943: negli anni più bui della storia europea, mentre infuriano la violenza e l'odio del 2° conflitto mondiale, irrompe nella vita di Chiara Lubich, ventenne, una certezza: |
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Scoperta subito comunicata e condivisa. Dio è amore: è la scintilla ispiratrice da cui nasce una nuova realtà spirituale e sociale. |
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Chiara ed un esiguo gruppo di ragazze avvicinano i poveri dei più poveri rioni di Trento: danno tutto ciò che hanno e ricevono beni da ogni parte. Danno di nuovo e ricevono ancora di più. |
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(Mt 25,40) Hanno un programma preciso per la loro città: risolvere il problema sociale. |
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Nei rifugi portano solo il piccolo libro del Vangelo: quelle parole si illuminano e infiammano i loro cuori. C'è una parola che piacerà particolarmente a Dio?, si chiedono. "Nessuno ha un amore più grande di chi dà la vita per i propri amici". |
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(Gv 15, 12-13) |
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Se lo promettono. La loro vita ha un balzo di qualità. Sicurezza, gioia, pienezza. |
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Durante un allarme in una cantina, al lume di candela, aprono il Vangelo: |
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(Gv 17, 11-21) |
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Questa pagina difficile e forte diviene la magna charta del movimento nascente. L'unità della famiglia umana. L'ideale per cui spendere la vita. |
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Dopo pochi mesi sono già 500. In città si parla di focolari, per il "fuoco d'amore evangelico" di una comunità che condivide tutto, come i primi cristiani. |