Trento 22 maggio 2008

A Trento alcuni accademici indiani di religione Indù sulle orme di Chiara Lubich

Trasformare gli avvoltoi in colombe

di Alberto Piccioni

Bisogna trasformare gli avvoltoi che distruggono la convivenza tra popoli e tra religioni in colombe: è il messaggio che viene dall’India per la città di Chiara Lubich. Quel che la fondatrice del Movimento dei focolari ha seminato nel mondo in parte è ritornato a Trento ieri pomeriggio, a Palazzo Geremia, durante l’incontro con alcuni accademici indiani, di religione Indù, che avevano conosciuto e apprezzato il lavoro della trentina con il “carisma dell’unità”. E proprio a questo bisogno di unità e dialogo il sindaco Alberto Pacher ha fatto appello, in una Trento ultimamente segnata da fenomeni di intolleranza verso il diverso e lo straniero.
In India Chiara, già negli anni ’80, aveva fatto nascere alcuni Focolari. Nel 2001 compì il suo primo viaggio per ricevere il premio “Difensore della pace”. In quella occasione conobbe Suresh Upadhyaya, direttore del Centro per Dottorati di Ricerca, Bharatya Vidhya Bhavan, di Mumbai, che ieri a Trento, insieme a Kala Acharya e Shobada Joshi dell’Università Somaiya di Mumbai, l’ha ricordata per la sua capacità di mettersi in dialogo. «Quando ho conosciuto gli scritti di Chiara mi sembrava di leggere dei testi della mia religione. Parlava dei valori etici presenti in tutte le religioni».
Upadhyaya ha tradotto nel linguaggio della sua religione l’esperienza della Lubich: «Chiara ha vissuto sei anni di penitenza. si è purificata seguendo il Vangelo. Dio è entrato in lei. Ed è stata capace di trasmettere l’unità». Nell’induismo si può capire Dio quando si percepisce l’unione intima tra materia e spirito. «Questa per noi è la vera globalizzazione: fare del mondo non un villaggio globale, ma una famiglia globale».
A salutare la delegazione indiana c’era anche l’arcivescovo Luigi Bressan che ha ricordato come il carisma dei focolarini sia quello di globalizzare la dimensione dell’amore. Per Pacher Trento deve «tenere aperte le finestre per far circolare aria per il dialogo», e non cedere a paure o rinunciare alla sua vocazione di città di incontro di fedi e culture diverse.
Per finire Upadhyaya ha risposto ad una domanda del moderatore, Diego Andreatta: come difendersi dai tanti “avvoltoi” che distruggono i nidi del dialogo e della convivenza pacifica? «Chiara stessa ci ha lasciato detto che dobbiamo lavorare per trasformare gli avvoltoi in colombe, con l’amore, la pazienza, la costanza».

Alberto Piccioni