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La Storia è fatta da grandi uomini e da grandi donne. Spesso sono
grandi donne. Donne che hanno fatto della loro debolezza la loro forza,
della loro semplicità la loro carica di travolgente cambiamento.
Chiara Lubich era una di queste. Anzi è una di queste. Perché
anche se ieri, questa trentina dal cuore dolce e dalla forza d’animo
inesauribile, «ha concluso il suo viaggio terreno e ha raggiunto la Casa
del Padre» come il suo popolo l’ha salutata, il frutto di quello che lei
sotto le bombe del ’43 in una Trento distrutta dalla guerra ha seminato,
la rende tuttora viva e presente nel mondo, nello sguardo e nell’opera
silenziosa di milioni di persone che ne seguono l’esempio e
l’insegnamento.
Chiara Lubich è stata una grande cristiana, ma soprattutto una grande
donna. Perché ha saputo fare della sensibilità tipicamente
femminile, della disponibilità di ascolto dell’altro e di comunicazione
profonda dei sentimenti, un carisma capace di agire nella società e
nella Chiesa, e di trasformarle radicalmente dall’interno. Non una
rivoluzione armata, non uno scontro di poteri, non la rivendicazione di
verità assolute o di ideologie indiscutibili, ma la capacità di aprirsi
all’altro, chiunque esso sia, a qualunque religione, credo politico,
estrazione sociale appartenga, e condividerne la strada insieme. Non
schiacciandolo con la propria verità, ma ricercando insieme ciò che
accomuna piuttosto che ciò che divide.
È questo che ha fatto di Chiara Lubich una delle figure più amate
dalle altre religioni, un simbolo della costruzione della pace nel
mondo e dell’unità dei popoli, una pioniera dell’ecumenismo e del ruolo
centrale della donna nella società e nella storia.
Oggi quel seme piantato 65 anni fa nel primo focolare di via della
Cervara è diventato un movimento presente in 182 Paesi, con milioni di
persone che in quel carisma si riconoscono. Una presenza che innerva la
politica, l’economia, la cultura, ogni ambito del vivere umano.
Ma più che i numeri e le dimensioni, pur ragguardevoli, di
un movimento cresciuto negli anni, quello che ha fatto di Chiara Lubich
una figura simbolo nei diversi continenti e nelle diverse religioni, è
stato il suo stile, il suo metodo: quel saper cambiare il proprio cuore
invece che voler cambiare quello dell’altro. Così Chiara Lubich, una
donna di cui l’intero Trentino deve andare fiero, ha reso un po’
migliore il mondo.
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